Perché la tua azienda (non) ha bisogno di un podcast

Oggi nel mondo della comunicazione i podcast occupano lo spazio della “next big thing” e così, come spesso accade in questi casi, l’hype genera un pizzico di confusione. Molte aziende sono disposte a investire a scatola chiusa su questo nuovo medium e un crescente numero di agenzie e freelancer ha inserito il podcast nella sua offerta di comunicazione commerciale. Ma è tutto oro quello che luccica? Siamo sicuri che ogni azienda abbia bisogno di un podcast?

In Italia il termine podcast viene spesso associato a un contenuto audio on demand derivato da un sovracontenuto realizzato su altri canali (come radio tradizionale o youtube). Confrontarsi con le classifiche dei podcast di altri Paesi è illuminante, negli States infatti le cose sono cambiate già da un po’ e il podcasting ha assunto valori rilevanti all’interno del mercato della comunicazione.

Il podcast è un medium che negli ultimi anni si è sviluppato enormemente. Ha trovato un suo linguaggio comunicativo differenziato, indipendente e soprattutto ben lontano dagli esempi sopra, che sembravano validi fino a qualche tempo fa ma ora non sono più sufficienti per descriverne appieno il potenziale.

Il podcast è un mix interessante di Netflix e radio, marketing e suono, e sta andando in direzioni narrative nuove ed assolutamente intriganti.

Pensiamoci un istante: gli smartphone hanno cambiato definitivamente le nostre abitudini d’ascolto. Sui mezzi pubblici, in auto o in città ci spostiamo con gli auricolari nelle orecchie, alla ricerca di un’esperienza sonora intima e on demand. In palestra, in montagna, mentre facciamo jogging o a casa mentre cuciniamo, noi ascoltiamo. E ascoltiamo con attenzione, alla ricerca di intrattenimento ma anche di informazione. Sono moltissime infatti le trasmissioni radiofoniche e i podcast che affrontano temi sociali, politici, economici, ma anche quelli sulla cucina, il giardinaggio, il bricolage e gli esercizi per imparare una lingua straniera.

Negli Stati Uniti le aziende investono nel sonic branding e nella produzione di podcast con risultati davvero sorprendenti. Gli spot audio hanno infatti un impatto enorme, aumentano le visite e i ritorni in negozio (68%), la brand awareness (26%) e le intenzioni di acquisto (18%).

The Infinite Dial, il report annuale redatto da Edison Research per indagare il consumo da parte degli americani di social media, audio books, smart speaker, podcast e format audio, ci racconta che il 67% dei cittadini americani ascolta ogni mese almeno un programma radio online o un podcast. È una percentuale destinata a crescere e una tendenza che si sta affermando anche in Italia.

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Una ricerca condotta da IPSOS, infatti, descrive gli ascoltatori italiani di podcast come interessati a contenuti di qualità. Attenti, concentrati e alla ricerca di soddisfare le loro curiosità. Guidati dall’argomento del podcast (53%) o dalla voce dello speaker/narratore (24%). Spesso i podcast vengono riprodotti mentre l’ascoltatore è impegnato a fare altro (nel 83% dei casi) e – a dispetto di coloro che credono il podcast richieda molta concentrazione – è una forma di relax per il 46% degli ascoltatori.

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Come capire se il podcasting fa al caso nostro?

Occorre innanzitutto analizzare e comprendere:

  1. TARGET: il pubblico che voglio raggiungere ascolta podcast? E a cosa potrebbe essere interessato?
    Un esempio concreto: la mia azienda vende articoli da pesca. Esistono podcast che si occupano di questo argomento? E se non esistono, vale la pena produrli?
  2. OPPORTUNITÀ DI COMUNICAZIONE INTEGRATA: il podcast non è un contenuto sostitutivo, integra la comunicazione tradizionale di un brand, permette di fare identità e posizionarsi sul mercato. È un’occasione di comunicazione integrata, così come la scelta di diventare inserzionisti di un podcast vicino al nostro marchio o target.
  3. CONTENUTO: il podcast ci permette di rappresentare i valori, la storia e l’identità della nostra azienda. Ma sappiamo davvero cosa dire? Sappiamo come raccontarlo in forma interessante?

I VANTAGGI del podcasting

Il percorso di scelta: nel podcast è l’ascoltatore che cerca il contenuto e non viceversa. La fruizione di un podcast si concretizza tramite un abbonamento (solitamente gratuito) e la scelta, da parte dell’ascoltatore, di riprodurre un episodio.
Questo genera una predisposizione all’ascolto molto maggiore di quanto accade solitamente. Non è la pubblicità che segue la persona ma la persona che sceglie di approfondire un argomento.
La fiducia: una voce che mi racconta in modo chiaro e avvincente un argomento che mi interessa è come la voce di chi mi racconta una storia prima di dormire: genera fiducia e confidenza. Il podcast costituisce un valore aggiunto nel rapporto tra brand e pubblico, con conseguenze positive in termini di brand awareness, identificazione e attaccamento emotivo al marchio.
I costi: il costo di produzione, distribuzione e promozione di un podcast è inferiore a qualsiasi altro medium promozionale presente oggi sul mercato. Con una spesa contenuta possiamo raggiungere un pubblico vasto quanto l’intero mondo del web, ma molto più focalizzato sul prodotto/servizio che stiamo raccontando.
La novità: il podcasting oggi è un po’ come youtube dieci anni fa. Un mondo in cui molto va ancora costruito, uno strumento nuovo e un’ottima opportunità per acquisire autorevolezza e avvantaggiarsi sui competitors.

Il podcasting è, dunque, un’enorme opportunità?

Sì, se sai come farlo.

Se desideri maggiori informazioni sui nostri servizi di podcasting scrivici a info@osuonomio.com

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