Earworms- Le canzoni della pubblicità negli anni 80

Spesso le canzoni si incastonano nel cervello per tutta la vita. Canzoni all’apparenza innocue che rimangono impresse: parole, musica, sensazioni comprese. A me è successo con un brano che era contenuto in una pubblicità.

Intorno al 1984 facevo il conservatorio ed ero un ragazzetto pieno di calcio e musica, e spesso, giravo accompagnato dai miei ormoni.

Uno dei ricordi più nitidi di quel periodo sono le paillettes.

Ovunque.

La promessa della pubblicità degli anni ’80, quella di un presente speciale e di un futuro ancora più più più non era nemmeno in discussione. Tutti ci sentivamo indistruttibili. La pubblicità interpretava questo spirito ottimista e sbriluccicoso al meglio. E le canzoni contenute in queste pubblicità erano lo specchio perfetto di quel tempo: mi innamorai perdutamente di una di queste canzoni. Semplicità, parole chiare, rime che non solo si baciano, ma limonano durissimo tra loro.

Mi ritrovai così una notte, alle 22.22 a non riuscire a dormire, e al posto di contare le pecore, cercai di “tirare giù” le note di cui era fatta la canzone dello spot dei Supermercati Giesse. Questo mi svegliò anziché assopirmi, e passai così il resto della notte a riscrivere la melodia mentalmente in tutte le tonalità, incapace di dormire. L’ultima volta che vidi l’orologio erano le 3.33.

Qui sotto il mitico spot, la pubblicità che si inserì tra le mie canzoni preferite di quelle notti insonni.

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